RIFLESSIONI CON LIBRANDI: RICOMPRIAMOCI IL DEBITO
mercoledì 5 ottobre 2016
RIFLESSIONI CON LIBRANDI: RICOMPRIAMOCI IL DEBITO

Ricompriamoci il debito

 

Fra le tante notizie economiche negative che leggiamo ogni giorno sui giornali, per esempio il fatto che il Pil nel secondo trimestre sia cresciuto meno di quanto previsto, ce ne è una apparentemente positiva che è degna di riflessione.
La notizia è che il reddito disponibile per le famiglie e’ aumentato dell’ 1,3% rispetto al primo trimestre dell’anno.
Ciò significa che gli italiani hanno più soldi in tasca, hanno più denaro a disposizione.
Ma questa notizia, analizzata da un altro punto di vista, si trasforma, cambia ed assume altri significati: gli italiani hanno aumentato la loro propensione al risparmio dall’8,1% di fine 2015 fino al 9,6%.

Buona cosa risparmiare, ma c’è un rovescio della medaglia: gli italiani hanno paura e non spendono.
Le maggiori risorse, i denari ricevuti anche grazie agli sforzi del Governo finiscono sotto il materasso o in banca e non vengono usati per dare una spinta ai consumi, alla nostra economia.

E perché?
Certo, c’è la crisi, ci sono le guerre, c’è timore per il futuro , ma soprattutto ci sono i populisti ed i grillini, Salvini e Dibba in testa,  che quando appaiono  in TV sono capaci solo di gridare che tutto va male, che l’Italia è un Paese che va a pezzi, che è tutto da rifare.
Peccato che non ci dicano come. E non ce lo dicono perché non lo sanno.

L’Italia non è così.
È’ un Paese strutturato, che può superare qualsiasi emergenza e girare la boa del aumento del Pil, della diminuzione della disoccupazione e anche del debito.

Crediamo nella nostra nazione!
Compriamo i Titoli di Stato, non lasciamoli in tasca ai francesi.

 

Se sono preziosi per loro, perché non lo devono essere per noi?

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